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Spazi di lavoro flessibili, in Europa la domanda è in forte ripresa rispetto alle contrazioni previste nella fase post-COVID

Hero image_Flex Forward Colliers International October 2020

A rilevarlo è un’indagine di Colliers International, che ha evidenziato come la maggior parte dei nuovi spazi di lavoro flessibili sia stata creata durante la prima metà del 2020 nei mercati a bassa saturazione

Milano, 6 ottobre 2020 – I mercati europei con un’offerta ridotta di spazi di lavoro flessibili sono quelli in cui si è registrata la maggiore crescita delle nuove operazioni nel corso della prima metà del 2020. È quanto emerge dall'ultimo rapporto sugli spazi di lavoro flessibili “Flex Forward” di Colliers International.

Nel dettaglio, il rapporto ha evidenziato come durante la prima metà del 2020, alcuni mercati tra cui Amburgo, Vienna, Mosca e San Pietroburgo abbiano registrato livelli relativamente elevati nell’assorbimento di spazi di lavoro flessibili, registrando fino al 30% dell'assorbimento totale degli spazi a uso uffici. Nonostante l’annullamento di alcuni contratti di rilievo, sono stati immessi sul mercato nuovi spazi di lavoro flessibili per un volume di 162.000 mq. Ciò ha portato gli uffici moderni, in media nella regione analizzata, a una quota di poco inferiore al 2%. Nella prima metà del 2020 si è registrata una crescita dell’1.6% degli ambienti di lavoro flessibili nonostante un rallentamento complessivo dei volumi.

Secondo Tom Sleigh, Head of Flexible Workspace Consultancy di Colliers International: "L'ufficio è stato un punto di riferimento della pandemia, in quanto in tutto il mondo le persone si sono trovate improvvisamente a lavorare in un ambiente nuovo, di solito a casa sul tavolo della propria cucina o in stanze della propria abitazione appositamente dedicate. Anche se il settore degli spazi di lavoro flessibili non è stato immune agli effetti della pandemia, non è necessario preoccuparsi per la sua scomparsa”. 

"Al contrario, stiamo assistendo a una sorta di “modernizzazione” nel comportamento dei conduttori, i quali cercano di fare ricorso a soluzioni flessibili per poter affrontare le sfide a breve e medio termine. Un segnale dell’ulteriore crescita di questo settore nel corso del prossimo anno può essere intravisto nel comportamento dei proprietari, i quali sono sempre più interessati alle modalità con cui poter diversificare l’offerta dei propri asset all’interno di questo mercato”.

In Europa, nel corso degli ultimi cinque anni, l'offerta di spazi di lavoro flessibili ha avuto una forte accelerazione. A sfidare WeWork e IWG, gli operatori leader nel mercato, è il numero sempre più crescente di operatori e proprietari di asset multimercato e multisito. Nei 42 mercati analizzati dal rapporto di Colliers International, sono infatti presenti oltre 1.300 operatori con un’offerta di spazi di lavoro rappresentata da più di 3.300 sedi.

Simone Roberti, Head of Research di Colliers International Italia aggiunge: “Negli ultimi anni, il mercato degli uffici italiano ha conosciuto un importante rinnovamento, sia nella qualità degli asset sia nella diffusione delle società di co-working. Rispetto ad altri mercati europei, l’Italia è indietro per la diffusione degli spazi di lavoro flessibili, ma una buona parte di questo gap potrebbe essere colmato in breve tempo. Per molte aziende il lavoro flessibile è stata la nuova normalità, ed è un aspetto che sta introducendo dei ragionamenti sulla tipologia di uffici che si vorranno avere a disposizione in futuro”.

Nel centro di Milano diversi asset sono stati presi in locazione da società di co-working, in particolare negli immobili di recente riqualificazione, dove si è innescata una vera e propria gara per gli spazi migliori. Nelle altre città europee, invece, si inizia a osservare uno spostamento di questi spazi dal centro verso le periferie: un’anticipazione della decentralizzazione che avverrà? Questo fenomeno non è ancora visibile nelle città italiane, ma potrebbe essere una tendenza soprattutto per la città di Roma considerando le difficoltà negli spostamenti all’interno della Capitale”.

I dati sul take-up relativi al primo semestre del 2020 hanno mostrato un aumento del 52% della domanda di spazi di lavoro flessibili nei centri urbani rispetto allo stesso periodo del 2019 (+38%). Analogamente, nello stesso periodo è cresciuta anche la domanda per le aree suburbane (+16% vs. +12% nel 2019).

Il rapporto Flex Forward di Colliers International ha inoltre esaminato e illustrato le differenti possibilità per i conduttori e i proprietari di asset che vogliono disporre di uno spazio di lavoro flessibili all'interno del proprio portafoglio.

"A caratterizzare positivamente questa particolare tipologia di offerta sono aspetti come la flessibilità e la diversità che registriamo nell’area EMEA, dove assistiamo alla capacità degli operatori nell’adattare la propria offerta alla domanda dei rispettivi conduttori. Abbiamo notato come nessuna operazione o contratto di locazione sia uguale all'altro, si distinguono tra loro per la differente capacità nel soddisfare le esigenze delle parti coinvolte. Il nostro rapporto Flex Forward offre una panoramica di alcune di queste opzioni nonché diversi suggerimenti per adottarle all’interno di una moderna strategia immobiliare commerciale" ha concluso Tom Sleigh.

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