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#MeetTheExpert - Simone Contasta | Head of Development, Italy

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Simone Contasta, Head of Development in Colliers Italia, discute della sua esperienza internazionale nel Real Estate e di quali saranno le asset class del futuro.


Da quanto tempo lavori nel settore Real Estate e come sei entrato a far parte di Colliers?

Lavoro nel campo del Real Estate da oltre 15 anni, e durante la mia carriera ho avuto la fortuna di ricoprire diversi ruoli strategici in ambiti tra loro molto differenti ma allo stesso correlati, dalla progettazione allo sviluppo, passando dal Sales&Marketing alla finanza immobiliare, ciascuno a vario titolo necessario per garantire una operazione di successo. È proprio questa molteplicità di esigenze, di sfaccettature e competenze che rende a mio avviso il Real Estate un settore straordinario, sempre in costante aggiornamento e mai statico.

Negli ultimi anni ho seguito con interesse la crescita esponenziale di Colliers, anche grazie alla forza di una piattaforma mondiale e di un gruppo professionisti altamente qualificati; nel 2019 ho avuto la possibilità di entrare a far parte di questo eccellente team, con la speranza di poter contribuire con la mia esperienza e dedizione alla crescita della società in Italia e incrementando allo stesso tempo la mia esposizione a progetti sempre nuovi e avvincenti.

"Non solo progettisti, tecnici, trasportisti e esperti del settore, ma anche ricercatori e sociologi in grado di prevedere i trend futuri"

Sei stato promotore della partnership tra Colliers e Sportium per la riqualificazione e la progettazione di nuovi spazi dedicati allo sport. Come si fa a fare squadra e quanto pesa la collaborazione nei progetti che hanno un focus su rigenerazione urbana e coesione sociale?

Fare squadra è un aspetto fondamentale direi in ogni tipo di business oggi giorno, e questo è ancor più vero nel campo immobiliare, in cui una molteplicità di settori, competenze e specializzazioni sono chiamate a collaborare per raggiungere un obiettivo comune. Solo grazie a chiarezza e condivisione di obiettivi, un percorso ben strutturato, le giuste professionalità e il necessario affiatamento, si possono raggiungere traguardi importanti, trasformando e amplificando gli sforzi dei singoli in un risultato di gruppo più rilevante.

I progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana, alcuni di questi sviluppati intorno a stadi o arene sportive, rappresentano uno dei driver principali dei cambiamenti delle nostre città, parte di un percorso di trasformazione sociale e urbana non solo necessaria ma inevitabile, che trasformano il tessuto urbanizzato rendendolo più sostenibile e a misura d’uomo, ma anche più funzionale ai nuovi modi di vivere e lavorare. In progetti di questa portata, che hanno inevitabilmente un orizzonte temporale tra progettazione e implementazione molto lungo, il grado di complessità aumenta esponenzialmente e così anche la multidisciplinarietà del team che deve essere coinvolto, che trova seduti allo stesso tavoli non solo progettisti, tecnici, trasportisti e esperti del settore, ma anche ricercatori e sociologi in grado di prevedere i trend futuri.

Le asset class del futuro: healthcare, tecnologia, residenze per giovani e anziani. Saranno in grado di cambiare profondamente concetto e visione del Real Estate nel prossimo decennio?

I continui e più veloci cambiamenti sociali, demografici e, soprattutto, tecnologici, stanno sempre più rapidamente modificando il nostro modo di vivere e lavorare, innescando un percorso di profonda trasformazione che riguarda a vario titolo tutte le asset class, un percorso in larga parte anche accelerato dagli effetti della pandemia. Solo per citarne alcuni, asset class come quello della logistica, dei data center fino al crescente interesse per il residenziale - in tutte le sue sfumature dal PRS, studentati e residenze per anziani, considerati fino a pochi anni fa come di basso interesse nel nostro Paese, stanno occupando posizioni sempre più rilevanti nei portafogli immobiliari e strategie di sviluppo degli investitori, a conferma della sempre più forte crescita del mercato in quelle direzioni.

Gli effetti di questa sempre più veloce trasformazione richiedono, per operatori come noi coinvolti a vario titolo su tutta la filiera dei servizi tecnici immobiliari, dalla gestione di larghi portafogli immobiliari come Property Managers fino alla gestione di nuovo iniziative immobiliari come Development e Project & Construction Managers, una costante capacità di individuare e implementare le giuste strategie per massimizzare il valore immobiliare degli asset nel lungo periodo. Solo garantendo resilienza, innovazione e flessibilità all’interno dei progetti immobiliari sarà possibile far fronte alle continue e variegate sfide del Real Estate del prossimo decennio.

"L’Italia è un paese ricco di eccellenze mondiali in tantissimi campi, e la nostra abilità in ambito di progettazione, costruzione, design e tecnologia è già ampiamente riconosciuta anche all’estero"

Cosa servirà al Real Estate italiano per fare la differenza nei prossimi anni nel medio e lungo termine?
 
L’Italia è un paese ricco di eccellenze mondiali in tantissimi campi, e la nostra abilità in ambito di progettazione, costruzione, design e tecnologia è già ampiamente riconosciuta anche all’estero. Se dovessi tuttavia evidenziare un ambito in cui l’Italia è chiamata necessariamente a migliorarsi per impattare positivamente sulla filiera del Real Estate nel medio e lungo termine, questo sarebbe inevitabilmente il miglioramento della lenta macchina burocratica e un’urgente riorganizzazione delle sue complesse procedure amministrative. Questo è un aspetto che continua inevitabilmente a sfiduciare tantissimi operatori locali e internazionali nell’intraprendere interventi, piccoli o grandi che siano, nel nostro Paese. Siamo di fronte a un tema fondamentale in cui l’obiettivo non è arrivare a una deregulation selvaggia, che sarebbe in realtà negativa per la qualità degli interventi e per gli interessi stessi degli investitori, ma piuttosto di andare a garantire procedure chiare, certe, snelle ed efficaci per tutti - per il privato e per il pubblico - atte a facilitare il già complesso percorso immobiliare e a ridurre l’alto rischio amministrativo percepito dagli investitori. Credo infatti che l’esempio del “modello Genova”, ovvero la costruzione di un’importante opera pubblica in tempi record, abbia evidenziato come, a fronte di una semplificazione delle procedure, il nostro Paese sia ben dotato di tutte le necessarie competenze tecniche e imprenditoriali per raggiungere grandi traguardi, performando alla pari di altre eccellenze mondiali.  Ritengo che questo sia il vero tema sul quale bisogna trovare il coraggio di fare squadra e confrontarsi nei prossimi anni per la crescita del Real Estate italiano.

 

Hai avuto un'esperienza internazionale molto varia, da Londra a New York agli Emirati Arabi lavorando anche con icone dell'architettura come Zaha Hadid. Quali sono le tre skill che hai appreso girando il mondo e che hai riportato con te al tuo rientro in Italia?

Nella mia carriera professionale ho avuto la fortuna di lavorare per oltre 10 anni all’estero, in svariati Paesi e in ambiti differenti del Real Estate, confrontandomi con progetti e realtà tra loro anche molto diverse. Questa forte esperienza formativa mi ha permesso di apprendere fino in fondo tre skill che ritengo fondamentali per lavorare nel complesso settore del Real Estate: anzitutto la capacità di saper analizzare e interpretare in maniera trasversale la grande e molteplice quantità di dati e informazioni disponibili in ogni progetto, semplificandoli costantemente al fine di mantenere una visione strategica, capacità necessaria nei progetti piccoli, ma vera e propria regola di vita per potersi districare nella guida dei progetti più complessi; in secondo luogo, la necessità di mantenere sempre e comunque un approccio aperto, curioso, collaborativo e teso alla comprensione di visioni, problematiche e esperienze diverse, necessaria al fine di poter valorizzare al meglio il contributo dei singoli all’interno di team sempre più ampi e multidisciplinari; ed infine l’esigenza di svolgere ogni attività, dalla più semplice alla più complessa, sempre con passione e tenacia, mai con mediocrità, perché solo grazie a questo è possibile raggiungere traguardi importanti e superare le aspettative dei nostri clienti.

E quali sono le unicità dell'approccio al Real Estate che hai esportato?

La formazione accademica italiana non ha eguali nel resto del Mondo, essendo tradizionalmente basata su un approccio molto più ampio, completo e generalista rispetto a quanto offerto da altri paesi europei e non. Proprio grazie a questa formazione ho avuto la possibilità di sviluppare una trasversalità e pluralità di competenze che ritengo siano la chiave per poter correttamente svolgere al meglio il lavoro nel variegato ambito del Real Estate.


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Simone Contasta

Head of Development

Milan

With over 15 years of experience in the real estate sector, both locally and internationally, Contasta has gained extensive experience in developing innovative world class real estate ventures. The vast arrays of asset types and roles covered by Contasta in his career has enabled him to successfully manage complex real estate projects and provide clients with design, construction and development insights, coupled with strong ļ¬nancial, sales and marketing indications.

Contasta has joined Colliers REMS in 2019 as Business Development and is responsible to further growth of its service lines in the Italian market.

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