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#MeetTheExpert - Maurizio De Angeli | COO Colliers RES, Italy

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Maurizio De Angeli, COO in Colliers RES, racconta cosa significa far parte di un network internazionale e di come bilanciare learning e mentoring nello sviluppo professionale.


Da quanto tempo lavori nel settore Real Estate e come sei entrato a far parte di Colliers?

Lavoro nel settore del Real Estate da 20 anni. Ho iniziato come perito assicurativo ed esperto in perizie volte alla valutazione dei danni (incendi, furti, danni d’acqua, etc.). La mia attività consisteva nella definizione dei computi metrici e, quindi, negli indennizzi da erogare agli assicurati. Nel 2004 venni a sapere che Colliers stava cercando una figura junior da inserire nell’ambito delle valutazioni immobiliari. In quel momento desideravo cambiare lavoro e, pur non avendo mai fatto valutazioni immobiliari, scelsi comunque di candidarmi e di sostenere un colloquio. Da allora, sono parte del mondo Colliers. In questi 17 anni ho sempre trovato delle persone che hanno creduto in me e mi hanno fatto crescere, accompagnandomi e tenendomi per mano, cosa di cui sono molto grato. Non sono i miei colleghi o i miei capi, sono persone cui tengo. Per me questa azienda è casa.

"Assisteremo facilmente a una sostanziale riduzione degli spazi e una nuova concezione degli stessi con una maggior attenzione alle aree di aggregazione e agli spazi multifunzionali"

Nel settore immobiliare italiano la crisi dovuta alla situazione sanitaria, ha prodotto e produrrà una serie di cambiamenti importanti. Qual è lo stato attuale di ogni asset class?

In Colliers mi sono sempre occupato di valutazioni immobiliari e, anche se oggi sono meno operativo, ho comunque la possibilità di monitorare costantemente l’andamento del mercato. Inoltre, producendo valutazioni immobiliari per clienti che operano direttamente nel settore, riusciamo ad avere un feedback immediato di ciò che accade nelle varie asset class. Posso affermare, ad esempio, che nel settore residenziale assisteremo a grandi cambiamenti. Molti operatori si stanno avvicinando a questo mercato con ottiche un po’ diverse, spostando il focus dalla realizzazione di appartamenti per la vendita a quella per la messa in locazione, come tipicamente accade in Inghilterra o in America, dove il numero delle persone proprietarie di casa è decisamente esiguo. Sono inoltre cambiati i concept e, ovviamente, la pandemia ha influenzato l’approccio di chi intende comprare casa: c’è più attenzione agli spazi comuni e aperti, alla presenza del balcone o del terrazzo.

Spostandoci nel mondo degli uffici, il Covid ha prodotto una serie di dinamiche nuove, accelerando un processo che era già iniziato negli anni passati, senza però svilupparsi mai pienamente. Se pensiamo anche soltanto allo smart working, risulta chiaro come questa “nuova” modalità lavorativa impatterà sul mercato degli uffici: assisteremo facilmente a una sostanziale riduzione degli spazi e una nuova concezione degli stessi con una maggior attenzione alle aree di aggregazione e agli spazi multifunzionali. Nel 2021 ci aspettiamo una leggera ripresa del settore.

Il retail è l’asset class probabilmente più colpita dal Covid, soprattutto i centri commerciali, già in crisi dal 2017-2018. Oggi il centro commerciale, per ripartire, deve essere completamente ripensato. Molte società, sia a livello europeo che mondiale, hanno infatti iniziato a vedere il centro commerciale non più come una struttura dedicata esclusivamente allo shopping, ma un luogo di entertainment e svago in cui lo shopping ricopre solo una delle attività possibili. In molti stanno già operando in tal senso e l’attenzione nel prossimo futuro sarà su come poter trasformare lo stock, per poterlo riposizionare su un mercato che negli ultimi anni ha visto una proliferazione incontrollata di strutture commerciali.

L’hospitality è invece un settore molto particolare, perché se da una parte il Covid l’ha di fatto bloccato totalmente con conseguenti azzeramenti di fatturato, dall’altro abbiamo comunque assistito a un mantenimento, seppur meno manifesto, dell’interesse da parte degli investitori. Se c’è una asset class sulla quale oggi punterei, è sicuramente il settore alberghiero, poiché è quello che nel medio periodo vede crescite più repentine e più importanti. Non dimentichiamoci poi che l’Italia vanta il primo posto con la Cina per numero di siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO, ai quali si aggiungono cultura, cibo e natura, che consolidano un’attrattività senza pari.

La logistica è pressoché l’unica asset class ad aver continuato a registrare indicatori positivi: l’interesse degli operatori nazionali e internazionali verso questo settore, sempre più allineato al cambiamento delle modalità con cui vengono soddisfatti i consumi, è in costante aumento. Se solo pensiamo a come l’e-commerce sia cresciuto negli ultimi anni in Italia, è facile individuare il perché di tale crescita nel settore.

Per quanto riguarda il settore healthcare, è opportuno registrare come l’attuale situazione sanitaria non abbia frenato lo slancio già registrato nel biennio 2019/2020. Si tratta, infatti, di una asset class su cui molti operatori stanno ritornando. In modo particolare, l’attenzione è sulle RSA dove gli ampi margini di miglioramento rappresentano un’opportunità per tutti gli investitori.

"Essere membri RICS si traduce in una maggiore affidabilità e migliore appeal nei confronti dei clienti italiani e stranieri, che sanno di poter contare su un modus operandi certificato"

Molti dei tuoi collaboratori e tu in primis siete membri RICS, cosa significa far parte di un network internazionale e utilizzare standard riconosciuti anche da importanti player di mercato stranieri?

Essere membri RICS non significa solo far parte di quella che probabilmente è la più grande organizzazione di professionisti immobiliari del mondo, ma anche adottare degli standard precisi e riconosciuti da tutte le tipologie di clienti. Questo si traduce in una maggiore affidabilità e migliore appeal nei confronti dei clienti italiani e stranieri, che sanno di poter contare su un modus operandi certificato. Oggi, essere membri RICS non è più un’opzione, ma quasi una conseguenza naturale della ricerca dell’eccellenza da parte di un’organizzazione come quella che rappresento. Abbiamo a disposizione un’associazione che ci consente sempre di essere aggiornati e di creare legami tra colleghi e competitor, al fine di poter instaurare un dialogo proficuo a beneficio della salute e della trasparenza del settore.

Lo sviluppo professionale, parte degli adempimenti RICS, sembra essere una filosofia per voi di Colliers. Come bilanci learning e mentoring?

Colliers è uno tra i primi operatori a livello mondiale, quindi l’apprendimento delle mode e delle tendenze si sviluppa già al nostro interno. Abbiamo intere divisioni che si occupano delle asset class e ci tengono aggiornati sulle novità in corso. Rispetto al mentoring: all’interno di Colliers RES storicamente assumiamo risorse giovani che formiamo direttamente, un processo che ovviamente implica uno sforzo da parte della società a cui deve necessariamente corrispondere la volontà di imparare da parte della risorsa. In Colliers è sempre stimolata la crescita dei dipendenti attraverso la creazione di un rapporto molto forte tra junior e senior, in quanto il miglior momento di crescita per tutti deriva sempre dal confronto. Questo approccio nel corso degli anni è risultato vincente e ci ha anche permesso di avere oggi una struttura molto solida, grazie alla quale nessuna sfida risulta impossibile.

"La docenza è diventata per noi un’attività “storica”, grazie ai feedback molto positivi"

Cosa significa collaborare con le università a livello di attrazione di talenti e di competenze?

Oggi Colliers struttura la sua Talent Acquisition collaborando direttamente col mondo accademico e inserendo risorse junior da formare e poi fidelizzare con il tempo. Per questo motivo, il management di Colliers ad oggi è attivamente impegnato in tre master presso il Politecnico di Milano e la Luiss Business School di Roma. La collaborazione con le università ci permette di intercettare e individuare i profili più interessanti che, a seguito di un periodo di stage, vengono poi inseriti stabilmente all’interno della società.

Alle nostre docenze diamo un taglio assolutamente pratico per dare la possibilità ai ragazzi di comprendere le reali problematiche del mondo lavorativo del valutatore. Gli studenti arrivano al “modulo” di Colliers dopo aver fatto molte ore di teoria e di matematica finanziaria e quindi hanno anche la volontà di dare un senso pratico a tutto quello che hanno studiato. Con le nostre docenze quello che facciamo è esattamente soddisfare questa richiesta.

La docenza è diventata per noi un’attività “storica”, grazie ai feedback molto positivi. Ci vantiamo di essere una delle società col più alto tasso d’apprezzamento da parte degli studenti e la motivazione di questo risultato è relativa a due aspetti principali: il primo è che amiamo il nostro lavoro e sicuramente questa passione risulta molto contagiosa, ma c’è anche un altro motivo, più sottile e raro, che sta nelle persone che si prestano alla docenza, persone che colgono l’importanza di ciò che stanno facendo e che con grande professionalità cercano di trasmettere alle menti più giovani le proprie conoscenze, persone che ho il privilegio di chiamare colleghi.


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