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"Inside" e "outside the box"

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Instant delivery, locker, phygital e sostenibilità sono i protagonisti del "new normal" post-pandemia della supply chain e il nuovo obiettivo di grandi e piccoli retailer.

 

L’accelerazione nel cambiamento delle abitudini di consumo avvenuta durante il 2020 e che sta continuando nel 2021, ci ha portato ad avere un “new normal” in tempi record rispetto alle aspettative e ai trend dell’e-commerce che si potevano prevedere pre-pandemia in un orizzonte temporale di cinque, se non dieci anni.

In Italia, nel 2020 i nostri carrelli virtuali si sono riempiti di prodotti fisici, cresciuti del 31%, e si sono svuotati di servizi, in particolare di quelli legati al turismo e ai trasporti, che sono calati addirittura del 56%. Considerando i picchi di crescita di vendite online del settore alimentare, dei complementi d’arredo e di altri beni, e il calo di vendita online di beni immateriali, nell’insieme l’e-commerce B2C nel 2020 è rimasto pressoché stabile.

Quello che però è cambiato radicalmente sono le aspettative del consumatore. Se fino a poco tempo fa l’home delivery di due o tre giorni era la norma, ora la scelta d’acquisto può essere condizionata dalla possibilità di un instant delivery o di una consegna al massimo entro 24 ore dall’ordine. Ma quali sono le conseguenze di questi cambi di abitudini?

"Glovo e Gorillas stanno conquistando fette di mercato interessanti con la promessa di essere faster than you"

Da una parte i maggiori player dell’e-commerce hanno bruscamente anticipato i loro piani di crescita ed espansione, dall’altra altre tipologie di azienda come Glovo e Gorillas stanno conquistando fette di mercato interessanti con la promessa di essere “faster than you” e di consegnare in 10 minuti
La classica attività di logistica e-commerce “magazzino-camioncino-consegna” è stata stravolta da piani di sviluppo che prevedono una presenza fisica ridotta ma capillare, con mini-piattaforme cittadine pronte a consegnare subito anche in centri un tempo considerati secondari.

I grandi retailer, in particolare, stanno ripensando e aggiornando in tempi record i propri network distributivi perché è evidente che queste nuove abitudini di consumo sono destinate a restare. Il consumatore compra quando ha la garanzia di avere la consegna più rapida possibile.

Con l’allentamento delle restrizioni e una prospettiva di maggiore mobilità, si sviluppa sempre più il concetto del locker. Non ci aspettiamo più di dover restare in casa, ma abbiamo la necessità di avere un punto di consegna vicino al nostro domicilio, il cosiddetto punto di ritiro concordato, o al nostro posto di lavoro. Molti condomini, centri commerciali e uffici stanno quindi allestendo o incrementando la presenza di locker per il ritiro pacchi. Considerate le esigenze emerse sul food e la GDO, vengono ovviamente installati anche locker refrigerati come ad esempio sta già facendo Esselunga al di fuori dei suoi stessi supermercati.

"Potrebbe aumentare la distribuzione dei punti vendita per consentire una maggiore vicinanza fisica col cliente"

La trasformazione del luogo è quindi evidente: prima si aveva un semplice punto vendita, poi siamo passati alla spesa online con consegna, per arrivare al trend del “click e ritiro” in cui il punto vendita è esso stesso punto logistico.

Ciò che possiamo ipotizzare nel breve e medio termine è che si tenda a ridistribuire lo spazio fisico. Potrebbero ridursi i metri quadrati di alcune attività, ma potrebbe aumentare la distribuzione dei punti vendita per consentire una maggiore vicinanza fisica col cliente. L’esperienza, oggi più che mai al cuore delle attività, può essere sicuramente compensata, se non migliorata, da tecnologie come la realtà virtuale, che permette la visualizzazione del prodotto e la sua customizzazione. Il fashion e la cosmetica sono stati pionieri nell’integrazione dell’esperienza digitale e fisica e tanti altri settori già in fase pre-pandemica avevano intrapreso un percorso phygital.

Mentre tutti questi trend di vendita e di consumo si stanno trasformando chiaramente in esigenze di distribuzione e di real estate, non dobbiamo però tralasciare l’impatto di questo cambiamento. Le certificazioni di sostenibilità, soprattutto quando parliamo di green field, sono relativamente semplici da ottenere ma, idealmente, la riconversione sarebbe meno impattante e più valorizzante del territorio.

"La vera sostenibilità sarà nell’ottimizzazione delle consegne e nell’incentivazione di modelli di consumo compatibili"

Dovremo prestare sempre più attenzione all’intera supply chain per garantire una catena del valore virtuosa, attenta alle esigenze dei clienti ma senza tralasciare le conseguenze di questo nuovo paradigma.

La vera sostenibilità sarà nell’ottimizzazione delle consegne e nell’incentivazione di modelli di consumo compatibili. Insomma, è tempo di pensare anche “outside the box”, non solo al suo interno.


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Faustino Musicco

Head of Logistics, Last Mile & Data Centers

Milan

Responsabile del team dedicato alla logistica, last mile & data centers in Colliers International Italia, Faustino si occupa di attività di investment e leasing interfacciandosi con i principali player nazionali e internazionali. Ha precedentemente maturato 7 anni di esperienza nel settore come responsabile del team Logistics Agency di JLL per l’Italia con un focus su attività di letting, sviluppo e riqualificazione da greenfield/brownfield, locazione di immobili esistenti e hub logistici. Dal 2018 è stato membro del Business Committee di JLL Italia.

Dopo la Laurea in Economia e Gestione Aziendale, ha conseguito un Master in Real Estate presso il Politecnico di Milano e un MBA presso la MIP Business School, con un Exchange Program presso la School of Inspired Leadership di New Delhi.

Da giugno 2020 è Presidente di FLC Freight Leader Council Young, associazione di giovani esperti di logistica attenta a trend di sostenibilità, innovazione e digitalizzazione.

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