Milano è la 9° città più attrattiva d’Europa. E' quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio "Cities of Influence" di Colliers International, presentato oggi al MIPIM di Cannes, che ha esaminato e classificato oltre 50 città europee secondo la loro capacità di attrarre aziende e investimenti, la disponibilità di risorse qualificate e la qualità della vita, contestualmente alle rispettive economie e al livello di produttività.

Per il secondo anno consecutivo, lo studio ha nominato Londra a capo della classifica delle cinque città più attrattive d’Europa, seguita da Parigi, Madrid, Mosca e Birmingham. Per il 2018, la nuova edizione di Cities of Influence prende in considerazione i 50 principali hub economici europei - estendendo il numero delle 20 città esaminate nelle precedenti edizioni - fornendo una più ampia copertura geografica dei mercati europei di importanza globale, nazionale e regionale.

<<Nonostante l’Italia si trovi in una situazione di incertezza politica, il buon risultato ottenuto da Milano conferma quanto si evince dai dati di mercato. La città sta vivendo un momento di grande effervescenza, che si traduce nel risultare molto attrattiva sia per le aziende, sia per i talenti in cerca di lavoro - osserva Simone Roberti, Head of Research di Colliers International Italia - Il posizionamento ottenuto da Roma, soltanto 26°, evidenza invece le difficoltà in cui si trova oggi la Capitale. Infatti, pur ricoprendo un ruolo di rilievo, non riesce a confermarsi una delle principali destinazioni per i capitali d’investimento internazionali>>.

Damian Harrington, Head of EMEA Research di Colliers Internationalaggiunge <<E’ significativo come le posizioni sul podio (primo, secondo e terzo posto) del nostro osservatorio Cities of Influence riflettano volumi di investimento, relativi al 2017, tali da suggerire come le attività degli investitori si stiano allineando a più ampi driver di crescita occupazionale di lungo termine>>.

Ulteriori dettagli sulle città in classifica:

  • Zurigo, Dublino, Londra, Edimburgo, Varsavia: per quanto riguarda la loro struttura della forza lavoro, lo studio mostra come Zurigo, seguita da Dublino, Londra, Edimburgo e Varsavia, riesca a trovare un giusto equilibrio tra i lavoratori che svolgono attività professionali moderne e a più valore aggiunto (tra cui le attività IT e di comunicazione, servizi finanziari, commerciali e professionali) e lavoratori con professioni tecniche e scientifiche. In questo contesto si distinguono molti mercati di piccole e medie dimensioni, e non è un caso che la maggior parte di questi costituiscano l'elemento portante della città in termini generali e di produttività economica. Ciò riguarda le principali città del Nord accanto ad alcune delle Big 7 tedesche. Parigi perde posizione in classifica come risultato di una eccessiva presenza di posti di lavoro nei servizi pubblici e nelle funzioni di supporto. Il mercato di spicco è Varsavia, che per la prima volta sale nella Top Five della classifica grazie alla crescita dell'occupazione, che combina un sano mix di ruoli IT, professionali e tecnici.
  • Londra, Parigi, Madrid e Mosca: le prospettive di occupazione, di un percorso di carriera e di successo, spesso iniziano a livello universitario. Nel report emerge infatti una forte correlazione tra i punteggi dalle città esaminate e quelle che dispongono di un forte bacino universitario. Londra primeggia anche in questa categoria. Mentre altre città della Germania e del Regno Unito si collocano nella Top 20 della classifica, molte di queste sembrano sottoperformare in termini di conversione del proprio bacino di promettenti studenti liceali e universitari in professionisti di talento e forza lavoro locale, e quindi in termini di produttività economica. Parigi, Madrid e Mosca così come Vienna, Dublino e Copenhagen spiccano in termini di impiego dei propri talenti universitari.
  • Zurigo, Stoccarda e Vienna: accanto all'Università e al mondo del lavoro, la qualità della vita analizzata in termini di livello di criminalità e la sicurezza, l'accesso all'assistenza sanitaria, il clima, il traffico relativo al pendolarismo e inquinamento sono diventati elementi sempre più importanti per molte persone, in particolare per i millennial. Sulla base di questi fattori, si può osservare un quadro completamente diverso, con la Top Ten dominata dai mercati di Germania e Olanda. Monaco guida questa classifica, seguita da Zurigo e Stoccarda. Vienna si colloca al 5 posto, a pari merito con la città di Utrecht.
  • Helsinki, Copenhagen, Zurigo e Stoccolma: se dal punto di vista dei benefici per i lavoratori dipendenti il Regno Unito non ne esce trionfante, dal punto di vista dei datori di lavoro invece, alcuni fattori quali i rischi di mercato, le condizioni operative, la flessibilità delle leggi sul lavoro e i livelli di tassazione delle aziende riportano il Regno Unito sotto una buona luce. A questo proposito, le città britanniche si collocano in cima alla classifica, ricordando così quanto il Regno Unito sia trasparente, flessibile e aperto, nonché luogo ideale in cui operare nonostante tutte le speculazioni post Brexit ampiamente dibattute. Le prime cinque città a "mercato aperto" ideali per lo svolgimento di attività d'impresa risultano Helsinki, Copenaghen, Zurigo e Stoccolma.

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