Italia • Già qualche anno fa si parlava degli uffici come di un luogo talmente confortevole che chi ci lavorava vi si sentiva forse più a proprio agio che a casa. Basti pensare, ora che siamo ormai in estate, anche solo alla climatizzazione, ancora così poco diffusa in ambito residenziale! Ma se oggi sulla casa sta finalmente maturando la coscienza di una necessaria trasformazione in termini di qualità e tecnologia, il comparto uffici verso quale incredibile futuro si sta proiettando? Lo abbiamo chiesto a Corrado Ferretti, Head of Business Development di Colliers International Italia, che ha il polso su ciò che richiedono oggi i tenant.

Corrado, proviamo a lanciare lo sguardo in avanti fino al 2018: come cambierà il mondo degli spazi a uso uffici?

Da qualche anno gli spazi destinati a uso uffici stanno attraversando una fase di profonda trasformazione; ciò è dovuto, in parte, all’arrivo dei Millennials nel mondo del lavoro, così come agli importanti cambiamenti introdotti dalla regolamentazione dei contratti professionali, che - al pari della tecnologia - è in costante evoluzione. Il lavoro è diventato un vero e proprio “stile di vita”, che incarna e recepisce usi e consuetudini dei più giovani. L’esigenza dei Millennials è infatti quella di poter intraprendere una carriera professionale all’interno di comunità in cui riconoscersi e che adotti gli stessi valori a cui essi si ispirano nella vita di tutti i giorni. Libertà e flessibilità sono quindi le parole d’ordine, seguite dal desiderio di un contesto fluido, privo di logiche a compartimenti stagni e senza dress-code. Una sorta di equilibrio “ibrido” tra calma e frenesia, tra iper-connessione e scollegamento, tra comunità e isolamento.

Possiamo parlare dei nuovi uffici come di uno spazio da vivere?
Oggi si fa sempre più riferimento al benessere sul luogo di lavoro quale fattore chiave per incrementare la creatività e la produttività di un’azienda. È infatti necessario tenere conto della flessibilità dell’organizzazione del lavoro: gli uffici sono oggi intesi come una parte “dell’attivo” di bilancio e sono considerati un asset a elevato valore strategico, nonché un elemento distintivo di ulteriore fidelizzazione delle risorse e di attrazione per i nuovi talenti. L’ufficio del domani sarà, in un certo senso, un luogo “embrionale” in cui la creatività sarà una caratteristica naturale, intrinseca; un luogo in cui potersi rigenerare mentalmente e fisicamente, in cui potersi sfogare e da cui poter trarre soddisfazione.

Ci può schematizzare i trend di trasformazione che investiranno il settore office?
Posso provare ad anticipare alcune delle principali tendenze che, con molta probabilità, vedremo realizzarsi negli anni a venire: Office Branding; valori aziendali interpretati come un vero e proprio mantra e riportati sulle pareti; spazi che diverranno multifunzionali; crescente diffusione di postazioni di lavoro “nomadi”; arredi sempre più mobili e polivalenti (es. postazioni pop-up); maggior condivisione di idee e contenuti, con un forte aumento della creatività; avvento del co-working intra-aziendale; introduzione del Chief Happiness Officer, la risorsa che avrà l’incarico di concepire e ri-progettare gli spazi di lavoro insieme a dipendenti e collaboratori, osservandone il benessere e il senso di soddisfazione; introduzione del concetto di “People First” (HR con nuovi criteri e sistemi di valutazione); uffici sempre più “green”.

Quali servizi “extra” offrirà l’ufficio del futuro?
Per gli edifici “multi-tenants” i servizi accessori saranno sempre più simili a quelli offerti dagli alberghi: ad esempio, ci saranno più spazi in condivisione e servizi di concierge in grado di rispondere efficacemente alle innumerevoli richieste dai membri della community che vivrà quotidianamente gli uffici. L’utilizzo del legno quale materiale principale per la realizzazione degli arredi assumerà una sempre più crescente importanza, in particolare nella produzione di arredi leggeri e grandi superfici (tavoli) per il co-working. Le pareti saranno realizzate in PVC, in modo tale da poter essere utilizzate come lavagne su cui scrivere, rappresentare e condividere meglio idee e concetti, senza vincoli di spazio e formalità. Gli spazi saranno infine più luminosi e di maggior design, con colori tenui nelle aree dedicate al lavoro, pareti trasparenti e colori più vivaci nelle sale riunioni, nelle aree destinate al relax e alla ristorazione. Saranno presenti anche aree più “individuali”, dotate di arredi e contenitori personali in cui una risorsa potrà conservare le proprie cose.

Quali saranno le sfide da affrontare in fase di progettazione?
L’acustica sarà la prossima grande sfida da affrontare, poiché dovremo essere in grado di preservare la tranquillità degli spazi contenendo i rumori e, allo stesso tempo, poter offrire degli ambienti in cui lavorare in tranquillità, seppur con un maggiore affollamento. La tecnologia sarà inoltre sempre più presente e integrata nel workplace. Saremo in grado, ad esempio, di misurare la frequenza di utilizzo di ogni locale in termini di numero di persone. Gli spazi comuni, come le sale riunioni, ma anche le postazioni nomadi e i desk personali, saranno facilmente prenotabili da smartphone; i videoproiettori troveranno ampi margini di utilizzo, mandando in pensione monitor e schermi; verranno introdotti sensori biometrici negli arredi per il riconoscimento della persona, permettendo a una sedia, ad esempio, di potersi adattare meglio alla postura di un dipendente, o di un collaboratore. Il layout stesso degli edifici dovrà essere concepito in modo da stimolare la movimentazione e la condivisione delle aree comuni, con spazi più connessi e, al contempo, architettonicamente più attraenti.

Si prospetta una trasformazione incredibile!
Più che di trasformazione, penso sia più corretto parlare di una nuova concezione del workplace. Lo sviluppo del business, il networking, le esperienze personali: il lavoro verrà inteso come un vero e proprio stile di vita, svolto con maggiore convinzione e impegno, ma caratterizzato da una parola chiave: la flessibilità.