Londra e Seattle, 25 novembre 2013 – Nel 2014 gli investitori EMEA alla ricerca di nuove opportunità punteranno ai mercati secondari secondo il Global Investor Report di Colliers International.

Malgrado la generalizzata incertezza politica ed economica in area EMEA gli investitori sono alla ricerca di opportunità, in particolare nei mercati secondari, con focus su asset da rivalutare e riposizionare, secondo il report appena pubblicato da Colliers International. In generale, il nuovo Global Investor Sentiment Report guarda con ottimismo al prossimo anno, evidenziando una diffusa propensione all’investimento da parte dei diversi operatori, grazie alla ritrovata fiducia nel mercato.

Commentando i risultati da una prospettiva EMEA, Tony Horrell, CEO di Regno Unito e Irlanda Colliers International, ha dichiarato: “A causa dei prezzi alti e della forte competitività del mercato –parliamo in particolare degli asset prime che si trovano nel Regno Unito e in Irlanda- gli investitori europei cominciano a cercare nuove opportunità tra i prodotti secondari, quelli che richiedono capitali e progetti in grado di portarli a un livello superiore di qualità”.

Le prospettive sono positive per il 2014 in area EMEA. Quasi il 41% degli intervistati ha dichiarato che le condizioni del mercato degli investimenti immobiliari migliorerà nei prossimi 12 mesi in Europa occidentale, mentre solo il 14% la pensa diversamente, ovvero che tenderà a peggiorare. Al contrario, c’è maggiore cautela nei confronti di Russia e Turchia da una parte, e MENA (Middle East North Africa) dall’altra, 18% e 15% le rispettive aspettative di miglioramento.
“Questo schema si ripete se si parla di aspettative sui volumi d’investimento, col 63% degli intervistati che prevedono un aumento nel giro d’affari dell’Europa occidentale (escluso Regno Unito) nel 2013 rispetto al 2012, e ancora nel 2014 rispetto al 2013. In caso di Russia / Turchia e MENA le aspettative sono più contenute, 44% e 26% rispettivamente, ma comunque incoraggianti,” ha detto Horrell.

Lo studio mostra che il 61% degli investitori EMEA programmano di espandere i propri portafogli immobiliari. All’incirca l’87% degli intervistati EMEA ha concordato sul fatto che ‘le buone opportunità a livello globale esistono, ma sono sempre più difficili da individuare’.

I fondamentali dell’immobile restano i principali criteri d’investimento per gli intervistati EMEA (punteggio 4.0 su una scala da 0 a 5), seguiti da crescita economica (3.9). Il rischio sovrano (3.8) ha totalizzato il secondo punteggio più alto a livello globale dietro l’Asia (4.0). L’effetto dell’attuale crisi del debito rimane alto nei mercati europei sia core che periferici, malgrado il recente miglioramente del sentiment economico e politico.
Walter Boettcher, economista capo di Colliers International e autore del report, ha aggiunto: “Le situazioni economiche dei vari paesi differiscono tra loro e stanno mettendo un freno ai programmi di espansione investimenti in tutta l’area EMEA; la performance del mercato degli utilizzatori è pertanto ancora discontinua. I mercati primari registrano una crescita disomogenea per la mancanza di prodotto di qualità, mentre i mercati secondari stanno soffrendo a causa dei canoni medi piuttosto piatti.

“Le città tedesche denominate ‘Big-Six’, e in particolare le ‘Alternative-Twenty’, stanno offrendo opportunità interessanti. La Polonia ha anche un ‘Big Six’ oltre Varsavia (Cracovia, Lodz, Wroclaw, Poznan, Gdansk, Katowice), città che hanno bisogno di nuovo prodotto che possa favorire crescita economica e sviluppo.”

Gli highlights EMEA estratti dal report Colliers includono:

  • Maggiore competizione nei mercati stabili. Diversi investitori hanno mostrato difficoltà nel trovare buone opportunità, malgrado la disponibilità di capitali. Come risultato, la competizione sta crescendo proprio nei mercati stabili poichè gli investitori mirano a garantirsi rendimenti e/o profitti sicuri. Un grande ammontare di capitale sta transitando da paesi ad alto rischio a mercati più liquidi e sicuri, in particolare città come Londra, Tokyo, Sydney, e New York che si confermano destinazioni interessanti sia per capitali cross border che locali.
  • Preservare i capitali domestici. Malgrado la maggiore propensione al rischio, molti intervistati preferiscono investire in mercati non lontano da casa, mentre solo il 10% ricerca opportunità d’investimento al di fuori del proprio paese d’origine. Gli intervistati che provengono dalle tre principali aree EMEA prese in considerazione (Western Europe, CEE e MENA) attingono la gran parte del capitale dal proprio paese d’origine. In caso di investimenti all’estero, gli Europei occidentali guardano a Regno Unito e Stati Uniti d’Amercia, CEE e Russia-Turchia puntano a Europa occidentale e Stati Uniti, mentre gli investitori MENA mirano all’Asia. Per tutti la Germania rimane il principale mercato di riferimento, seguito dalla Francia.
  • Propensione al rischio. Il survey mostra che gli investitori EMEA sono meno propensi al rischio rispetto ai colleghi che operano in altri paesi. Solo il 33% degli intervistati intende assumersi maggiori rischi nei prossimi 12 mesi, la percentuale più bassa nel campione globale. Questo potrebbe significare che gli investitori EMEA ritengono di farsi carico di un importante grado di rischio, già allo stato attuale. C’è da dire anche che questo risultato contrasta con la recente impennata delle attività d’investimento nella periferia d’Europa.
  • Costo del debito in aumento. La gran parte degli intervistati EMEA (59%) pianifica di utilizzare in futuro la leva per finanziare le acquisizioni. Questa percentuale è inferiore rispetto a quella registrata nel 2012 (76%). Il 33% degli intervistati sostiene che i costi del debito sono alti, mentre il 46% prevede ulteriori rialzi.
  • Espansioni all’orizzonte. Il 61% degli investitori EMEA pianifica di ampliare i propri portafogli. A livello globale, le ambizioni espansionistiche EMEA sono tra le più basse, poco al di sopra dell’America Latina (56%).
  • Gli uffici asset top class. Il report rivela che gli uffici del CBD si confermano la categoria preferita di asset immobiliare (60%), seguiti dai prodotti residenziali (37%). Il settore residenziale è già oggetto di grande attenzione da parte di diversi investitori dell’Europa occidentale, grazie senza dubbio al positivo repricing avvenuto in alcuni paesi.

“A livello globale gli investitori stanno cercando di crescere, col 70% che pianifica espansioni del proprio portafoglio nei prossimi sei mesi”, ha aggiunto Horrell. “In generale, gli investitori esprimono ottimismo sulla possibilità di fare il loro ingresso nel mercato proprio in un momento così dinamico.”

“Una maggiore fiducia condurrà a maggiori investimenti nell’anno che verrà. I compratori cercheranno di trovare opportunità profittevoli, per cui i criteri d’investimento dovranno necessariamente essere più flessibili”, Conclude Horrell.

Il report di Colliers arriva in un momento nel quale gli investitori stanno dedicando molta attenzione alle strategie dei propri competitors, poiché aumenta la competizione nella ricerca di opportunità d’investimento di maggiore qualità.
A tutti gli intervistati delle diverse categorie, da quelli istituzionali a quelli opportunistici, è stata chiesta una vision a livello regionale e globale per il 2014 e oltre. Con più di 500 risposte da U.S.A., Canada, America Latina, Asia Pacific, Europa e Medio Oriente, i risultati evidenziano grande interesse per gli asset real estate, ritrovata fiducia a livello globale e maggiore tolleranza del rischio, anche nelle regioni più incerte dal punto di vista politico.