SEATTLE, LONDRA, 30 Novembre 2012 – Nel 2013 gli Stati Uniti d’America diventeranno la meta più desiderabile per gli investimenti immobiliari, seguiti da Asia e Europa Occidentale, in particolare Londra, Parigi e alcune grandi città tedesche, secondo i risultati del Global Investor Sentiment Survey (link) appena pubblicato da Colliers International.

Hanno partecipato al survey i maggiori investitori istituzionali e privati, un campione significativo che rappresenta un’ampia fetta di operatori a livello globale, tra i più attivi investitori immobiliari in USA, Canada, America Latina, Asia, Europa e Medio Oriente. E’ stata loro chiesta un’opinione sul mercato sia a livello globale che regionale con una prospettiva di 12 mesi e oltre, ottenendo circa 500 risposte. I risultati evidenziano un migliorato sentiment generale in riferimento all’anno 2013, che si traduce in ambiziosi piani d’espansione con migrazione di capitali alla ricerca di opportunità d’investimento offshore. In questo quadro la limitata disponibilità sia di stock di qualità che di leva finanziaria rappresenta il principale ostacolo ai piani di espansione degli investitori.

Commentando le tendenze più significative di quest’anno, Tony Horrell, CEO di Colliers Intrernational in Regno Unito e Irlanda, ha detto: “I maggiori investitori stanno diventando più selettivi quando scelgono le “destinazioni” sulle quali investire. Lo dimostrano le risposte che abbiamo ricevuto quando abbiamo chiesto delle loro strategie d’investimento. Preferiscono puntare prima di tutto su locations domestiche, e quando guardano alle  opportunità internazionali hanno le idee molto chiare su specifici mercati e settori.

Horrell ha aggiunto:  “Il survey ha inoltre evidenziato che accessibilità e prezzo del capitale si confermeranno quali elementi di grande criticità in molti paesi, soprattutto in area EMEA, poiché la richiesta continuerà a essere forte  a fronte di bassa disponibilità di finanziamenti. Questo apre il mercato a nuovi soggetti “finanziatori”, quali compagnie di assicurazione, solo per fare un esempio.

Di seguito, alcuni passaggi chiave del Colliers’ 2013 Sentiment  survey:

•    Ripresa costante. Si prevede che i volumi d’investimento crescano lentamente e costantemente nei mercati occidentali. Sarà più difficile identificare le opportunità core d’investimento, poiché gli operatori si concentreranno solo su poche  destinazioni.  

•    A casa o fuori casa. Gli investitori asiatici, europei e latino-americani hanno mostrato nel 2012 una maggiore propensione a cercare fonti di finanziamento  al di fuori del proprio Paese. Gli investitori asiatici si sono finanziati per il 40% a livello locale, mentre Stati Uniti (20%) e Europa Occidentale (19%) hanno prestato notevoli capitali. Per quanto riguarda l’America Latina, gli Stati Uniti forniscono quasi un terzo dei finanziamenti, mentre l’Europa Occidentale poco meno del 15%. I Canadesi risultano piuttosto autonomi con il 78% degli investimenti finanziati a livello locale.

•    Destinazioni sicure. Gli investitori continuano a dare la caccia ad asset localizzati in  mercati “sicuri”, quali Londra, Parigi, Francoforte, Amburgo, Monaco e New York. Londra e New York rappresentano i soli due mercati considerati destinazioni chiave da parte degli investori stranieri. Nel corso del 2013 gli investitori continueranno a puntare su queste due città, mentre monitoreranno da una parte gli effetti delle elezioni negli Stati Uniti, dall’altra le criticità dell’economia dell’Eurozona.

•    Locale vs. Offshore. Nonostante molti operatori preferiscano investire nei mercati locali, ci sono anche quelli (circa il 25%) che mirano a fare affari oltreoceano. Tra questi, molti tendono a favorire l’Europa Occidentale. Alcuni investotori asiatici, invece, sono propensi a esplorare opportunità in paesi più vicini, quali Australia e Nuova Zelanda.

•    Business rischioso. Proteggere il proprio capitale e garantirsi buoni “ritorni” si confermano essere le priorità di molti investitori. In ogni caso, nei prossimi sei mesi, gli investitori  provenienti da Stati Uniti, Asia e America Latina mostreranno maggiore disponibilità ad assumersi dei rischi.

•    Preferenze di settore. Gli investitori a livello globale hanno espresso forte preferenza per il settore ufficio. Negli USA e in America Latina il settore industriale si è posizionato in alto, mentre Australia, Canada, e Nuova Zelanda hanno fatto registrare un interesse crescente per quanto riguarda gli investimenti in centri commerciali.  

•    Gli ostacoli del debito. Molti mercati di Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) continueranno a patire le difficoltà legate all’acquisto del capitale nel 2013. I fondi specializzati vedranno aumentare il volume delle proprie attività.  Gli investitori che operano nei mercati asiatici saranno più propensi a ricorrere alla leva finanziaria, al contrario degli investitori in America Latina, che tenderanno invece a evitarlo.

Per quanto riguarda l’area EMEA in particolare, Colliers ha messo in evidenzia quanto segue:

•    Malgrado le difficoltà dell’economia e i timori di una caduta dell’Eurozona, molti operatori europei (60%)  considerano questo periodo un buon momento per investire, mirando così a espandere il proprio portfolio nel breve periodo.

•    Sia Londra  che le principali città tedesche continuano ad attrarre investimenti internazionali grazie al loro status di “Paese rifugio”. In particolare, il 74% degli investimenti effettuati a Londra nel corso di Ottobre 2012 ha avuto origine da operatori internazionali, o ha coinvolto soggetti internazionali.

•    La mancanza di prodotto è considerata una criticità chiave, proprio in virtù delle preferenze degli investitori per asset direzionali localizzati nei centri delle grandi città.  Infatti, il numero limitato di sviluppi in molti mercati europei ha determinato una scarsa disponibilità di immobili prime.

Guardando al futuro Tony Horrell conclude: “Nel 2013 vedremo operare molti soggetti “finanziatori” che andranno a occupare in parte il vuoto creato dalle grandi banche.  Più in generale, il 2013 sarà un anno di ripresa lenta e costante, col volume degli investimenti in crescita modesta.”